Il conforto spirituale fa parte dei beni essenziali delle persone

Il Vescovo Piero Delbosco ribadisce che le chiese sono aperte e i sacerdoti a disposizione per le confessioni e per visitare i malati, se necessario su richiesta, adottando tutte le precauzioni

mons. Delbosco

Una nuova lettera del Vescovo Piero Delbosco in merito alla situazione attuale di emergenza.

“Il conforto spirituale fa parte dei beni essenziali delle persone. Questo vale in modo particolare nei momenti di emergenza, come quello attuale. E vale soprattutto per le persone più vulnerabili, quali gli anziani, gli ammalati, i disabili, le persone sole e le varie tipologie di esiliati sociali.

Pertanto le chiese sono aperte in modo da permettere la preghiera personale a quanti ne sentono il bisogno. In esse non è autorizzato alcun genere di celebrazione, né la convocazione di gruppi di persone. Ma è sempre permesso l’ingresso di singoli fedeli e la sosta in preghiera, rispettando le cautele sanitarie che valgono per tutti i luoghi pubblici. I sacerdoti sono a disposizione anche per colloqui personali o per ascoltare le confessioni in chiesa, rispettando la distanza richiesta e le norme per la precauzione sanitaria, come anche la riservatezza della conversazione.

In questo momento di emergenza è soprattutto in casa che continua la vita religiosa: la preghiera personale e di famiglia, il perdono e la misericordia reciproca, il servizio ai bisognosi della famiglia… Le parrocchie supportano questo con la preghiera dei sacerdoti che, senza concorso di popolo, continuano a celebrare l’eucaristia e a pregare per tutto il popolo di Dio. I sacerdoti, inoltre, sono reperibili al telefono e via mail per ascoltare le persone. Dove possibile, le parrocchie utilizzano anche i canali della rete internet per offrire riflessioni, messaggi, supporti per la preghiera.

Insieme a questo, non è chiusa la possibilità dell’incontro personale con i sacerdoti o i diaconi e le religiose, che in caso di necessità possono fare visita alle persone nelle case, solo se richiesta. In particolare, questo riguarda ammalati, disabili, persone in condizione di emarginazione sociale o di grave difficoltà personale. Per dare questo servizio, viene offerta un’adeguata formazione sull’osservanza delle norme sanitarie (distanza, lavaggio delle mani, uso di guanti e mascherine…). La Curia diocesana metterà a disposizione sul proprio sito internet un tutorial a supporto della formazione specifica che peraltro è reperibile, in forma generica, sul sito del Ministero della Salute.

Le persone in situazione di bisogno o i loro congiunti possono richiedere questa visita del sacerdote o di diaconi e religiose nella loro abitazione oppure nelle strutture in cui si trovano (case di riposo, ospedali, case di cura…).

Per la visita nelle abitazioni private, questo comporta un previo accordo con quanti abitano la casa per garantire il rispetto nelle norme sanitarie a tutela delle persone vulnerabili (compreso l’utilizzo della mascherina).

Per quanto riguarda le strutture, si rimanda agli uffici di direzione la valutazione sulla possibilità di concedere questa visita, sulle eventuali modalità e sugli spazi in cui può essere svolta.

Nel momento attuale non si intende affatto venir meno a quanto richiesto per la tutela del bene pubblico della salute. Si vuole solamente richiamare l’attenzione sulla ricerca di vie responsabili per continuare l’opera della Misericordia ispirata al Vangelo, in quanto il bene spirituale è essenziale per le persone, soprattutto nei momenti di difficoltà”.

Cuneo, 12 marzo 2020

+ Piero Delbosco

Vescovo di Cuneo e di Fossano

P.S.

Rispetto alla comunicazione del 10 marzo 2020 dei Vicari generali di Cuneo e di Fossano, dopo la promulgazione del DPCM 11 marzo 2020 nulla cambia se non che ora è proibito il raduno di tutti i sacerdoti di una Zona pastorale nella chiesa centrale per celebrare insieme la messa domenicale; come pure si esplicita che in questo periodo gli uffici parrocchiali rispondono alle eventuali richieste dei fedeli soltanto per mezzo di telefono o email.

Comunicazione del Vescovo Piero Delbosco del 12 marzo 2020